Il sito dei DS di San Giorgio a Cremano.

 
   

Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non con i sassi affumicati dei borghi inermi
straziati dal tuo sterminio
non con la terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non con la primavera di queste valli
che ti vide fuggire
ma soltanto con il silenzio de
i torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
Resistenza

Ora e sempre Resistenza
di Piero Calamandrei

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lunedì, 23 gennaio 2006

Buffone! Torna da dove sei venuto.

E' assurdo che il capo del governo di un paese del G8 voglia portare la campagna elettorale su toni di "terrore", minacciando la stampa (l'Unità), un partito politico avversario (i DS) e il capo dell'attuale opposizione (Romano Prodi): siamo in uno stato pre-dittatoriale, stile Pinochet!

Ora basta: dobbiamo mandarlo a casa per sempre e, volendo parafrasare il sindaco di Londra, vogliamo anche noi dire:
«È una questione che riguarda gli italiani e quindi non voglio interferire. Ma spero che tra non troppo tempo il popolo italiano decida di consegnare Silvio Berlusconi al cestino della storia da cui non sarebbe mai dovuto emergere».

Ken Livingstone, sindaco di Londra, 21 gennaio

 

Postato da: AlaSinistra alle 10:10 | link | commenti (7) |
berlusconi


Commenti
#1    23 Gennaio 2006 - 19:47
 
COMUNISTI NON C'E' SCAMPO
BERLUSCONI PRESIDENT
utente anonimo

#2    24 Gennaio 2006 - 09:26
 
Il solito commento del solito anonimo deficiente!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AlaSinistra

#3    24 Gennaio 2006 - 18:57
 
COMUNISTI NON C'E' SCAMPO
BERLUSCONI PRESIDENT
FIRMATO VITTORIO ESPOSITO
utente anonimo

#4    25 Gennaio 2006 - 14:26
 
Perchè non incominciate a pensare seriamente di mandare a casa Riccardi ed i suoi amici prima che si mangino anche i mattoni del Municipio?! Secondo me i numeri per fargli venire meno la maggioranza in Consiglio ci sono.... finitela di essere complici di questa mmalapolitica.
Paolo Di Fiore
utente anonimo

#5    25 Gennaio 2006 - 16:38
 
Sono pienamente d'accordo con te Paolo Di Fiore ma il problema è uno solo, che anche i nostri compagni sangiorgesi lo sostengono e non tengono il coraggio di mandarlo a casa, il che mi fa pensare che anche loro si mangiano i mattoni del municipio.
Tanto sono certo e poi vedrai che avro' ragione, dopo Riccardi il prossimo sindaco lo sceglierà ancora una volta la Margherita e noi sempre dietro a lui
utente anonimo

#6    28 Gennaio 2006 - 14:00
 
SILVIO, UN FANTASISTA SENZA RIVALI: Giuliano Ferrara, Panorama del 13/1/2006

Giuliano Ferrara spiega perché gli piace Berlusconi e perché non gli piacciono i politici alla Prodi, quelli che vogliono farci dimenticare il loro passato. L’articolo che ti proponiamo è tratto dalla rubrica ‘L’arcitaliano’ su Panorama del 13/1/2006…

"Mi domando e mi ridomando perché mi piaccia Silvio Berlusconi, che secondo me ha vinto la guerra ma perderà la battaglia elettorale. E mi rispondo che il motivo in fondo è uno solo: perché non è perbene, non è convenzionalmente e ipocritamente perbene, non conosce e non pratica la tecnica del perbenismo. La sua libertà di movimento, il carattere ostinatamente privato dei suoi comportamenti pubblici, la sua individualità esuberante e mattacchiona sono in conflitto con quella caricatura di etica protestante, di puritanesimo e di rigore giacobino che deforma in un ghigno surreale anche le migliori intenzioni dei suoi avversari, cioè la classe dirigente professionale, che fa la politica di mestiere, alla quale probabilmente l’Italia tornerà ad affidarsi in una ordinaria alternanza di governo il prossimo 9 aprile.
Gianni Riotta del Corriere una volta sognava il socialismo con Rossana Rossanda, per sua stessa ammissione, e più tardi si è messo a sognare il capitalismo con l’avvocato Giovanni Agnelli. Sempre un socialismo rigoroso e perbene, un capitalismo rigoroso e perbene, giornali perbene, banche perbene, deontologia impeccabile, tutto a posto. Non sono di quella pasta, mi spiace. Mi piace la devozione, ma non la compunzione.

Comprendo il il moralismo pessimista, che magari nel sconfina nel cinismo, non il moralismo ilare, beato, sicuro di sé, spesso violento. L’inferiorità etica di Berlusconi, cioè la prestanza e l’evidenza del suo conflitto di interessi, mi sembra garanzia della sua superiorità liberale, nel senso della tolleranza e del disincanto, in un paese che fa della finta severità di vita la sua quotidiana giaculatoria, il suo credo canterino e insincero. Ho ospitato per la prima volta in vita mia Berlusconi in tv. Era la rappresentazione plastica di un uomo politico in difficoltà ma indomabile, che vuole rimontare con la volontà, con la messa di sé a disposizione del pubblico più vasto possibile, senza alcuno scrupolo. Tutto quello che avrei voluto diventasse, da quando entrò in politica, da quando gli diedi una mano nei suoi primi passi, ricevendone in cambio appoggio e amicizia, Berlusconi non lo è mai diventato. Per questo, paradossalmente, lo stimo e lo voterò.
Lo avrei voluto più istituzionale, più autorevole, più perbene, e invece niente: è rimasto un unicum, una star mediatica popolare, un’opera pop, l’uomo del trucco e del cerone pesante, l’uomo della battuta spinta, capace di passare dalla politica al calcio senza soluzione di continuità, facendo in pratica lo stesso discorso da imprenditore milanese che non perde a nessun costo la sua corteccia, il suo genoma, e che dà quel che può dare truccandosi ma senza mascherarsi. I più intelligenti a sinistra, per esempio Paolo Gentiloni, il capo della Vigilanza parlamentare, capiscono che questa irriducibilità di Berlusconi al mestiere grigio dell’autorevolezza, alla misura discorsiva media, all’omologazione con il resto del ceto politico, è una sua esclusiva virtù e un suo punto di forza, e suonano l’allarme. Un uomo capace di dire di se stesso che è il simbolo di una corretta divisione tra affari e politica, essendo nella posizione oggettiva in cui è, non è un bugiardo, è un fantasista, un fabulatore, un attore che si scrive da solo il copione e lo recita con una capacità di immedesimazione, con una volontà di crederci che rasentano l’incredibile. Ma questo non mi porta all’irrisione, al contrario, mi rende chiaro che la libertà che si prende Berlusconi è la misura esatta della libertà che ci lascia: possiamo giudicarlo per quel che è e rappresenta, fidarcene o no ma sulla base di un’identità lealmente mai rinnegata. E un tipaccio così, che in fondo è entrato in politica per essere lasciato in pace, per non essere distrutto dalla canea del ’93, è la garanzia del fatto che saremo a nostra volta lasciati in pace, che non subiremo le manovre avvolgenti della politica, che resteremo, se ce la dovesse fare, nel pieno di un antiregime dell’antipolitica.

Chi invece mal sopporto, pur nel rispetto che si deve all’avversario, sono i politici perbene, quelli che ti fanno dimenticare come Romano Prodi , il loro passato, che sembrano non essere mai stati dirigenti dell’Iri, boiardi e ministri di Giulio Andreotti o consulenti della Goldman Sachs, quelli che parlano delle cooperative e del loro rapporto con il mercato o della barca e del mutuo e delle rate con il sussiego deontologico di un analista della piazza finanziaria o di un hobbysta moderno, che elevano continue barriere etiche tra sé e la realtà delle cose, mentre vengono da una gloriosa tradizione materialista e storicista, e sanno benissimo quale sia il rapporto effettivo tra la politica, gli apparati, il potere e i soldi. In un paese normale, gli infingimenti della tecnica politica sarebbero in sé sopportabili, un ingrediente ordinario della vita dello stato e dei partiti. Ma in un paese come l’Italia, dove la caccia alla verità è lo sport nazionale più praticato, dove vecchie barbe come Eugenio Sca1fari ancora ci stanno a coglionare con il mito ipocrita di Enrico Berlinguer, c’è bisogno di strafottenza di noncuranza agile e acrobatica, delle qualità non perbeniste del presidente del Consiglio più incredibile del mondo.
Insomma, il centrosinistra è pieno di gente bravissima a comparire, ma nessuno occupa la scena con quella vitalità e libertà che sono le caratteristiche del loro uomo nero, del Cav."


utente anonimo

#7    06 Ottobre 2007 - 09:09
 
quanto siete coglioni, se fosse stata una dittatura certo la cdl non avrebbe perso le elezioni democraticamente, ma siccome l'unica argomentazione è attaccare la cdl anche se il centro sinistra dei brogli, dell'indulto della benzina a 1,40 euro... ditattore mediatico, buffoni!! l'italia e' mediaticamente controllata dalla sinistra ottusa assassina becera dal 1946... ed ecco l'ìtalia del mortadella, della cirio, dell'iri, dell'unipol, dei caruso, delle varie nilde iotti e altri deliri pseudocomunisti i veri borghesi sono a sinistra...VERGOGNA pacifinti da 15000 al mese!!
utente anonimo

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